Riserva Naturale Abbadia di Fiastra

-La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra e' un territorio dove rivive lo straordinario spirito che ha animato le cose del passato e dove la natura conserva ancora un inequivocabile segno della sua splendente bellezza.Un territorio che,come uno scrigno magico,si apre per offrire ai visitatori la possibilità di riscoprire i delicati ma inscindibili legami che tengono uniti l'uomo e l'ambiente.Una occasione per rivivere una pagina della storia dell'uomo e del nostro Paese.Questa è la La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra. Un bene che va quindi vissuto,ma anche salvaguardato e gelosamente custodito,quale retaggio da tramandare alle future generazioni.


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Nella riserva Naturale Abbadia di Fiastra si riconoscono tre diversi ambienti;
I corsi d'acqua (torrente Entogge e fiume Fiastra) con la loro caratteristica fauna e vegetazione ripariale.
La Selva che,estesa per oltre 100 ettari, è il cuore dell'area.Essa è un bosco giunto quasi intatto fino ai giorni nostri,garzie all'uso oculato che ne fecero i monaci Cistercensi ,i quali,avendo bisogno di un luogo solitario dove ritirarsi a pregare per lunghi periodi,salvarono dal taglio questa meravigliosa foresta,quindi la famiglia Bandini ed infine la Regione Marche,la quale,riconoscendo l'elevato valore di questo biotopo,lo ha dichiarato "Area Floristica Protetta". Sotto il profilo scientifico essa assume particolare rilievo in quanto costituisce l'ultimo esempio,avente ancora una superficie considerevole,del tipo di foresta che ha ricoperto,fino a tutto il XVIII secolo,l'intera fascia collinare delle Marche. In Particolare,la selva è un bosco costituito prevalentemente dal cerro; sono presenti la roverella,la farnia,l'orniello,l'acero campestre ecc. Floristicamente interessanti sono : il carpino orientale,l'elleboro di Bocconi,l'arisaro,e lo zafferanetto.La fauna, sebbene ridotta rispetto al passato, riveste ancora un notevole interesse per la presenza di alcune specie tipiche della fascia collinare delle Marche quali il capriolo. Nella zona sono inoltre presenti: la faina,il tasso,la donnola,lo sparviero,la civetta e l'allocco,il picchio verde,il picchio muratore,il rampichino,l'upupa e tanti altri piccoli passeriformi.

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L'abbazia
In questo luogo verdeggiante sorge una monumentale costruzione regolata dalle severe forme circestensi: è l'Abbazia intitolata a Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra.
Chiesa tipica del periodo di transizione dal romanico al gotico, è a tre navate ,spartite in otto campate,con archi a tutto sesto impostati su colonne con capitelli romanici,molti scolpiti dai monaci stessi.
Nel 1142 Guarnerio II,duca di Spoleto e marchese della Marca di Ancona,donò un vasto territorio,compreso tra il fiume Chienti ed il Fiastra,ai monaci cistercensi.
I religiosi, che provennero dall'Abbazia di Chiaravalle di Milano, il 29 novembre dello stesso anno,appena giunti iniziarono a costruire il monastero utilizzando materiale proveniente dalle rovine della vicina città di Urbs Salvia, distrutta da Alarico tra il 408 e il 410,e contemporaneamente avviarono la bonifica dell'area,caratterizzata allora da estesi boschi e paludi e dalla presenza di lupi,orsi e cervi.

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L'abbazia conobbe una rigogliosa floridezza per tre secoli. Essa organizzò il suo territorio agricolo in sei "grance" (tipiche aziende agricole cistercensi) e promosse lo sviluppo economico sociale e religioso di una vastissima area,arrivando ad avere fino a 33  tra chiese e monasteri dipendenti. Nel 1422 venne saccheggiata da Braccio da Montone,che abbattè la copertura della Chiesa,il tiburio,ed uccise numerosi religiosi.
In seguito a ciò l'Abbazia fu affidata dal Papato,in commenda,a otto Cardinali; nel 1581 passò alla Compagnia di Gesù ed infine nel 1773 l'intera proprietà fu ceduta alla nobile famiglia Bandini e quindi,per volontà dell'ultimo erede di questa,all'attuale omonima Fondazione agraria. E' proprio per conservare e valorizzare tale patrimonio che il 18 giugno 1984 la Fondazione Giustiniani Bandini e la Regione Marche hanno istituito la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, la quale il 10 dicembre 1985 è stata riconosciuta come di importanza nazionale dallo stato Italiano (riserva naturale dello Stato).
A fianco della Chiesa è ancora oggi conservato il monastero,realizzato anch'esso secondo gli schemi cistercensi, con un bel chiostro ricostruito nel XV secolo.

Un luogo in cui spiritualità e natura si fondono armonicamente. Un passeggiata all'interno della riserva è rigenerante, ed è per questo che sempre più persone scelgono di trascorrerci il proprio  tempo libero.

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